Firme legge popolare e referendum

November 12th, 2008 by Blog di Beppe Grillo

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"Saviano Continua" - l'affissione dei manifesti a Milano


Finalmente si ritorna a parlare di Beppe Grillo sui media. Ne sentivo la mancanza. Ora che la Cassazione ha valutato insufficienti o non valide le firme per i referendum sull'abolizione dell'ordine dei giornalisti e del finanziamento ai giornali (un miliardo di euro all'anno) e per la fine del duopolio radiotelevisivo Mediaset-RAI si possono stappare bottiglie di champagne nelle redazioni e nelle segreterie dei partiti politici. Approfittatene, perchè la festa durerà ancora per poco. La pubblicità sta migrando in Rete insieme all'informazione e voi non ci sarete.
Mi rimetto alla decisione della Cassazione, non voglio neppure discuterla, ne prendo atto. Ma c'è una cosa che forse ancora non sapete. Le firme per Parlamento Pulito sono valide. Qualche giornalista vi ha informato della bella notizia?
Le vostre firme sono arrivate in Senato, la discussione della legge è stata "assegnata alla 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali) in sede referente il 22 maggio 2008. Annuncio nella seduta ant. n. 7 del 27 maggio 2008." Aspetto di essere convocato. Nella Commissione è presente anche Francesco Cossiga! Belin, che culo!

>> COMUNICAZIONE DI SERVIZIO:
venerdì 14 novembre invito tutti i milanesi ad andare in ufficio e a scuola in bicicletta. E' il mezzo più veloce, pulito e economico. Chi va in bicletta non dipende dal prezzo del petrolio o dai disservizi dei mezzi pubblici. La bicicletta è rivoluzionaria. Io ci sarò a Milano nel primo pomeriggio con la mia bicicletta e i miei potenti garretti. No alle macchine inquinanti a pagamento. No alle leucemie infantili. Si all'aria pulita e alla libertà di muoversi senza rischiare di essere investiti. Quanti assessori o consiglieri comunali milanesi vanno in ufficio in bicicletta? Se ci fosse qualcuno lo aspetto per farmi da Cicerone. Beppe Grillo <<


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La versione dei piloti Alitalia

November 11th, 2008 by Blog di Beppe Grillo

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Paolo Maras, segretario SDL Trasporto

"Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati". Bertold Brecht.
Io mi siedo dalla parte del torto.
I piloti sono la causa di tutti i mali d'Italia, prima erano gli zingari, poi gli abitanti di Chiaiano, quindi i vicentini che non vogliono nuove basi miltari americane, dopodichè gli abitanti della Val di Susa, infine gli insegnanti. Ora piloti, hostess, steward sono il cancro che non ci fa volare.
I media sono il bastone del potere. Hanno il compito che una volta era del boia. I politici invece sono una categoria a parte. Super partes. Continuano a fare il c...o che gli pare. Ad aumentarsi lo stipendio. Ad avere doppi incarichi e doppi stipendi. A sfuggire alla legge. A non timbrare il cartellino in Parlamento. Chiedete allo psiconano o a Fassino quante volte hanno marcato presenza in questa legislatura. Nessuno può licenziarli. Ormai si assumono da soli. Si fanno le liste chiuse senza voti di preferenza. Mogli, amiche, sodali, condannati. Sei persone hanno eletto i parlamentari, non gli italiani. Non siamo più in democrazia.
Il blog ha intervistato Paolo Maras, segretario del sindacato SDL, che rappresenta, insieme ad altre sigle, piloti e assistenti di volo. Dice cose molto interessanti che gli italiani non sanno. Per esempio che solo 12.600 dei 24.000 lavoratori Alitalia e Air One saranno assunti. 11.400 perderanno il posto di lavoro, saranno licenziati, cassintegrati. Disoccupati. Ma Air France non doveva tagliare solo 2.000 posti?
Il progetto di CAI è finanziario, secondo Madras, senza conoscenza del trasporto aereo, e riferisce che Rocco Sabelli, amministratore delegato di CAI, accolse i rappresentanti Alitalia con queste parole durante il primo incontro: "Quello di cui abbiamo bisogno è il miglior materiale umano al minor costo". Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure.

Testo:
Alitalia esisterà ancora a lungo perché questa procedura avrà tempi lunghissimi, ben più lunghi di quelli che ha avuto la Parmalat perché è di una complessità straordinaria. Sostanzialmente con un atto che è stato poi sancito col DL 134 col quale s'è stabilito che Alitalia era in una situazione di commissariamento per stato di insolvenza, certificata dal giudice il 5 settembre e da quel momento è partita la vicenda che si sta consumando in questi giorni con la costituzione della CAI, come soggetto nuovo, candidato a prendere il ruolo di riferimento della compagnia nazionale. A nostro avviso questo procedimento è stato avviato soprattutto perché andava confermato il ruolo di salvatore della patria di Alitalia proposta dal presidente Berlusconi, che aveva individuato in una cordata italiana l'elemento salvifico per riportare la compagnia agli splendori di un tempo.
E' un'operazione costruita attraverso la raccolta puntuale di una serie di soggetti che hanno risposto alla chiamata, la situazione di commissariamento dava già l'imminenza di una fine, tra l'altro di responsabilità costantemente rilanciata da soggetti istituzionali che ripetevano ogni giorno che Alitalia era chiusa, danneggiando enormemente l'attività stessa della compagnia perché è chiaro che in questo modo si disincentivava la scelta di Alitalia come vettore, nei confronti di chi parte che, a sua volta, vuole essere certo di poter tornare, creando condizioni di allarme, e allo stesso tempo drammatizzando la situazione dei lavoratori. Quando abbiamo avuto i primi rapporti con la CAI nei primi giorni di settembre, abbiamo capito con chi avevamo a che fare. Ovverosia con una compagnia che diceva di candidarsi per fare questo lavoro con atteggiamento di chiusura quasi immediato nel senso che gli obiettivi dichiarati erano quelli di avere una compagnia, secondo le dichiarazioni dell'ad Sabelli, tanto brutta come effetti quanto brutta a sentirsi dire.
La dichiarazione ufficiale è stata: "quello di cui abbiamo bisogno è il miglior materiale umano al minor costo". Questa affermazione la dice lunga sull'approccio da parte di chi probabilmente venendo dal mondo dell'industria, trattandosi di servizi complessi rivolti a passeggeri per i quali si offre, per certi versi, un servizio di carattere immateriale, la componente umana è fondamentale e altrettanto il rapporto che si ha con i dipendenti che sono poi la componente terminale di contatto tra la clientela e la compagnia. In questo lasso di tempo si sono consumate tutta una serie di trattative nominali, nel senso che si è capito che l'atteggiamento della CAI era quello di portare a casa un risultato precostituito, dove spazio per tutele, per diritti, per mantenimento di condizioni contrattuali accettabili, non sto parlando di condizioni straordinarie, non avev a spazio.
Abbiamo chiuso a Palazzo Chigi il primo accordo, faticosissimo, che rappresentava la chiusura di tutti gli elementi contrattuali che dovevano rappresentare il furuto di CAI per tutti i dipendenti, e si è poi avviata, come previsto, una fase di confronto con le organizzazioni sindacali e direttamente con la CAI, che doveva servire a definirne, in modo scritto, i contenuti. La trascrizione dei contenuti di quello che era stato condiviso. La CAI non ha fatto nulla di tutto ciò, la trattativa non è stata tale, il confronto si è sviluppato in modo completamente asfittico e perciò abbiamo capito che CAI ha avuto intenzione di disattendere fin da subito quanto concordato. Questo ha creato una condizione di estremo disagio e tensione tra i lavoratori, dove bisogna unire alle violazione del discorso di Palazzo Chigi, anche una condizione, che va detta perché va capita.
Quello che CAI offre, lo ricordo la questione non riguarda soltanto Alitalia ma anche il gruppo Air One, la somma dei lavoratori è di circa 24 mila, di cui 21 mila a tempo indeterminato e tremila precari. Ebbene, il risultato finale dell'operazione di cui la CAI si vanta come soggetto che crea posti di lavoro, ne crea 12.600. In termini assoluti vuol dire che ci sono circa 11 mila e spicci di persone, che nell'ordine: non hanno nessuna prospettiva di futuro, per quello che riguarda tutto il personale precario; una enorme massa di persone non rientrerà nei piani di assunzione, e quindi gli si preannuncia un lungo periodo di cassa integrazione in una situazione già aggravata dalla recessione che si è scatenata, e quindi in una situazione di mercato completamente chiuso per quello che riguarda il lavoro.
A questo quadro di per sé già drammatico, va aggiunto il fatto che CAI si è permessa di rifiutare, la chiamo un'offerta che poi spiego, una disponibilità che il sindacato aveva offerto in questi termini: il sindacato aveva chiesto di procedere ad assunzioni part time che avrebbe consentito da parte del lavoratore assunto la disponibilità di guadagnare meno e di assumere più persone, distribuendo i sacrifici in modo solidale, in modo da mettere in condizioni anche altri lavoratori di disporre di un posto di lavoro. Debbo dire che mentre si parla tanto di assistenza, di cassa integrazione, strumenti di ammortizzatore sociale, questo aspetto avrebbe avuto un diretto interesse per ciò che riguarda il contributo a carico di tutti gli italiani. Perché? Perché se c'è un lavoratore in più che viene assunto a part time è un lavoratore in meno che beneficia dell'assistenza in cassa integrazione e di fondi speciali. Quindi questa scelta avrebbe avuto un effetto benefico anche nei confronti della spesa pubblica. Tant'è vero che noi crediamo che su questo aspetto la grave difficoltà non è tanto della CAI, ma del governo, che in particolare, sotto questo profilo, ha dimostrato ancora una volta che evidentemente è ancora la CAI che detta le condizioni. E il governo lascia fare, perché è evidente che la situazione che si è creata va al di là delle regole per ragioni di opportunità e di convenienza.
Veniamo ai giorni nostri: noi il 31 ottobre scorso non abbiamo sottoscritto gli accordi che ci sono stati presentati perché completamente difformi da quanto concordato. Debbo ricordare che solo due giorni prima tutte le sigle sindacali, di fronte alla proposta di Sabelli di sottoscrivere, hanno dichiarato inaccettabili quei contenuti, è bastato soltanto un giorno e alla convocazione a Palazzo Chigi del 31 ottobre Cgil Cisl e Uil e Ugl hanno sottoscritto quelle intese, mentre Ampac, Unione piloti, Sdl intercategoriale, Ampad e Avia, che sono sigle fortemente rappresentative non soltanto dei piloti, ma anche degli assistenti di vol o e del personale di terra, hanno ritenuto quelle intese inaccettabili per i motivi che dicevo poc'anzi. E' chiaro che si è sviluppato un movimento di grande tensione fra i lavoratori, abbiamo avviato delle mobilitazioni e delle consultazioni tra i lavoratori e tra le assemblee a un rispetto rigido dei comportamenti e delle procedure, perché noi crediamo sia una battaglia che va al di là della semplice vertenza Alitalia. Crediamo che si stia tentando di mettere in piedi una sorta di blocco sociale. Una sorta di santa alleanza, dove all'interno ci sono i poteri forti rappresentati da: governo, Confindustria e organizzazioni sindacali complici, così come le ha definite Sacconi, lui in termini positivi, per noi, chiaramente, definire un sindacato complice non è positivo, e dall'altra parte la cancellazione anche di diritti, da parte di organizzazioni sindacali fortemente rappresentative ma non allineate. Questo è un tema che, molto probabilmente , vedremo riproporsi in mille altre vertenze che ormai in questo paese ci sono, e che riguardano l'intero mondo del lavoro.
La precettazione è un fatto scontato. Non è un caso che, come quando ieri è stato proposto uno sciopero immediato da parte di un comitato, noi abbiamo ritenuto opportuno dire ai lavoratori che quella era una scelta sbagliata. Si può uscire da questa situazione soltanto con la massima unità possibile di tutti i lavoratori, a prescindere dalla categoria sindacale di appartenenza, e una massima unità delle sigle rappresentative. Quello di ieri è stato uno sciopero dichiarato da un'assemblea di 200 persone, su 18 mila dipendenti, tra l'altro anche il risultato della votazione avrebbe dovuto suggerire una valutazione attenta poché quando una proposta del genere viene votata da 200 persone, delle quali 110 votano si e 90 votano no, vuol dire che si sta facendo una forzatura priva di senso.
Quando si parla con questa leggerezza della soluzione del problema Alitalia, non si fa altro che tacere su quelli che sono effettivamente i disastri che questo processo genererà. Con un'aggravante! Sarebbe uguale se dall'altra parte si potesse dire di aver creato le condizioni di una grande compagnia forte, efficace, presente sul mercato, nell'interesse anche del paese. Noi siamo convinti che questo sia un progetto asfittico, tutto finanziario, con una conoscenza del know how del trasporto aereo assolutamente residuale, tant'è vero che al di fuori di auspicate e, a questo punto, arrivi di partner esteri veri, parlo di grandi compagnie di trasporto aereo competenti, forse potrà portare un grande beneficio da un punto di vista manageriale e di risultati. Purtroppo, per i numeri che vediamo e per come è impostata la partita, crediamo che non solo non ci sia futuro per gli espulsi, ma coloro che rimarranno dentro avranno vita grama." Paolo Maras, segretario SDL Trasporto

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venerdì 14 novembre invito tutti i milanesi ad andare in ufficio e a scuola in bicicletta. E' il mezzo più veloce, pulito e economico. Chi va in bicletta non dipende dal prezzo del petrolio o dai disservizi dei mezzi pubblici. La bicicletta è rivoluzionaria. Io ci sarò a Milano nel primo pomeriggio con la mia bicicletta e i miei potenti garretti. No alle macchine inquinanti a pagamento. No alle leucemie infantili. Si all'aria pulita e alla libertà di muoversi senza rischiare di essere investiti. Quanti assessori o consiglieri comunali milanesi vanno in ufficio in bicicletta? Se ci fosse qualcuno lo aspetto per farmi da Cicerone. Beppe Grillo <<



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Alitalia: la cordata dei mostri

November 11th, 2008 by Blog di Beppe Grillo

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Alitalia

Bruxelles ha deciso: i 300 milioni di prestito ponte all'Alitalia sono un aiuto di Stato. Saranno a carico dello Stato, della "bad company", quindi di tutti noi. Contenti di avere altri 300 milioni da pagare?
I miliardi di euro buttati al vento per non aver ceduto in primavera Alitalia a Air France chi li paga? Lo psiconano o i disoccupati delle fabbriche che chiudono ogni giorno?
I giornali hanno deciso: la colpa è dei piloti e degli assistenti di volo Alitalia. Prima li isoli, poi li demonizzi, poi, se ci riesci, li licenzi.
I colpevoli l'hanno fatta franca anche questa volta. Dove sono i Cimoli miliardari, i presidenti del Consiglio e i ministri dei Trasporti degli ultimi quindici anni? I veri distruttori di Alitalia?
E' la politica che ha fatto fallire Alitalia usandola come serbatoio di voti e agenzia di collocamento per amici e parenti.
La colpa è invece del pilota e della hostess affidati alle cure di una cordata ripiena di rinviati a giudizio e persino di ex carcerati in cui mancano solo il Lupo Mannaro e il Mostro della Laguna Verde.


Ps. Mercoledì 12 novembre, alle ore 21, a Bologna, la Casa della Legalità ed il Meetup di Bologna hanno organizzato la presentazione pubblica dell'inchiesta sull'illegalità nell'assegnazione delle case popolari che i politici realizzavano alla faccia dei diritti di chi era in graduatoria. Tutte le informazioni clicca qui - Per il video clicca qui

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Mafiocrazia

November 10th, 2008 by Blog di Beppe Grillo

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Testo:
"Buongiorno a tutti.
Finalmente, si fa per dire, riparte la commissione parlamentare antimafia. Voi sapete che è dall'inizio degli anni Sessanta che il Parlamento italiano si costituisce in commissione bicamerale antimafia per combattere la mafia, soprattutto nei suoi rapporti tra mafia e politica.
C'è una contraddizione: la politica che combatte i rapporti tra mafia e politica è come dire la mafia che combatte i rapporti fra mafia e politica.
E infatti non li ha, almeno negli ultimi quindici anni, mai combattuti; da quando, cioè, non c'è più un'opposizione forte a chi sta al governo ma ci sono, sulle questioni che contano, finte divisioni fra maggioranza e opposizione e poi una sostanziale unanimità. Infatti, come sappiamo, negli ultimi quindici anni tutte le normative serie in materia di lotta alla criminalità organizzata sono quelle che erano contenute nel papello di Totò Riina. Sono state abolite le carceri nelle isole con l'isolamento del 41bis serio, Pianosa e Asinara; sono stati di fatto aboliti i pentiti, nel senso che nell'anno 2000 destra e sinistra insieme hanno messo mano alla riforma che aveva voluto Falcone all'inizio degli anni Novanta e hanno deciso di togliere tutti i benefici che rendevano conveniente, per un mafioso, schierarsi dalla parte dello Stato tradendo la mafia. Per cui i mafiosi hanno capito l'antifona, quelli che avevano qualche intenzione di pentirsi se la sono fatta passare, quelli che si erano già pentiti si sono pentiti di essersi pentiti e hanno ritrattato.
In più sono state ridotte di molto le scorte ai magistrati e ai testimoni antimafia. E' stato svuotato dall'interno il 41bis per cui quando il cosiddetto ministro Alfano racconta che non è mai stato così efficace sa benissimo - spero per lui - di raccontare favole perché lo sanno tutti che il 41bis è diventato una specie di barzelletta da quando è stato stabilizzato per legge.
Quando voi sentite il presidente del Senato Schifani dire: "noi nella legislatura del governo Berlusconi II abbiamo stabilizzato un provvedimento che prima era provvisorio e veniva attuato dal ministro della Giustizia di sei mesi in sei mesi, abbiamo stabilizzato per sempre il 41bis", spero che anche lui - ma credo che lo sappia - sia conscio di raccontare favole. Perché il 41bis quando era provvisorio era molto più efficace che oggi quando è diventato legge definitiva. Per quale motivo?
Per un motivo molto semplice: quando un provvedimento viene rinnovato di sei mesi in sei mesi i tempi burocratici necessari per il mafioso recluso per chiedere la revoca dell'isolamento, sono talmente lunghi che di solito la risposta alla sua domanda non arriva in tempo in sei mesi, quindi quando gli rispondono c'è già stato un nuovo provvedimento semestrale, contro il quale deve di nuovo ricorrere.
I ricorsi, quindi, contro il 41bis non venivano quasi mai accolti perché non si faceva in tempo. Praticamente il 41bis durava molto a lungo ed era molto difficile revocarlo. Ora che è diventato un provvedimento che vale per sempre, preso una volta vale per sempre - o almeno fino a che non ce ne sono i presupposti - i ricorsi sono molto facili perché anche se durano 7-8 mesi ne basta uno perché la persona possa vincerlo, allora si va alla discrezionalità del magistrato singolo il quale ogni volta che riceve il ricorso deve valutare se la persona sia ancora socialmente pericolosa, collegata con l'organizzazione mafiosa. E come fai a saperlo? Come fai a sapere se una persona è potenzialmente pericolosa? Come fai a sapere se ha ancora legami dopo anni che è in carcere? Lo puoi presumere ma se non lo puoi dimostrare, spesso puoi concedere la revoca del 41bis senza alcun rischio e senza alcuna formale irregolarità.
Quindi molti detenuti mafiosi, anche stragisti, che stavano al 41bis hanno ottenuto, in buona o cattiva fede dei magistrati di sorveglianza, il trattamento carcerario normale.
Quindi adesso incontrano quando gli pare avvocati, parenti eccetera. Non raccontiamoci balle: le commissioni antimafia sono un paravento per far finta che lo Stato ancora combatte la mafia. Non sono più le commissioni antimafia degli anni Sessanta e Settanta che addirittura anticipavano il lavoro della magistratura.
La magistratura negli anni Sessanta e Settanta, soprattutto in Sicilia e a Roma in Cassazione, era quella magistratura che proclamava la non esistenza della mafia oppure scambiava la mafia per un'accozzaglia di bande che, scompostamente e senza alcun vertice, agivano per i campi.
La commissione antimafia, molto più avanzata di quella magistratura, già faceva i nomi e i cognomi dei personaggi.
Salvo Lima era citato decine di volte nelle relazioni di minoranza della commissione antimafia come referente della mafia ben prima che venisse assassinato e ben prima che nel processo Andreotti e nel processo sull'assassinio Lima i magistrati poi stabilissero nero su bianco che Lima era un noto mafioso.
Negli ultimi anni la commissione antimafia è diventata un ente inutile, anzi dannoso, proprio perché ha diffuso la sensazione che il Parlamento continuasse a occuparsi dei rapporti fra mafia e politica, mentre non ha mai avuto il coraggio di mettere le mani sul caso Dell'Utri.
Non ha mai avuto il coraggio di mettere le mani sul caso Berlusconi. Non ha mai avuto il coraggio di mettere le mani sul caso Andreotti, nemmeno dopo che la magistratura aveva già squadernato, sotto gli occhi dei commissari e del Parlamento, le carte necessarie e indispensabili per poter tirare almeno le conclusioni politiche di quei rapporti ormai accertati.
Io ricordo che, con Elio Veltri, scrivemmo il libro "L'odore dei soldi" nel 2001 con gli editori riuniti proprio perché Veltri faceva parte della commissione antimafia.
Venne da me e mi disse: "abbiamo fatto arrivare dal Tribunale di Palermo le carte del processo Dell'Utri, le perizie sui finanziamenti ambigui della Fininvest negli Settanta e Ottanta,
i rapporti sui finanziamenti delle varie finanziarie del gruppo Berlusconi.
Quando io ho chiesto di discuterne in commissione, eravamo alla fine della legislatura del centrosinistra, mi hanno tutti guardato come un matto e abbiamo votato.
Ho votato da solo per parlare del caso Dell'Utri - Berlusconi in commissione antimafia e tutti mi hanno votato contro, compresi persone oneste della sinistra come Beppe Lumia dei DS e Giovanni Russo Spena di Rifondazione".
Allora facemmo il libro.
Ora perché vi racconto tutto questo? Perché si sta reinsediando la commissione parlamentare antimafia.
Se voi andate sul sito della Camera, andate nella finestra che riguarda le commissioni, andate nelle commissioni bicamerali e trovate "Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno di mafia e sulle altre associazioni criminali anche straniere".
Poi trovate la legge istitutiva, è una legge nuova ogni volta, rispetto a quella vecchia.
Di solito ricopiata, questa volta - sono anche spiritosi - hanno voluto scrivere che questa commissione antimafia indagherà anche sui rapporti tra mafia e politica con particolare riferimento al periodo delle stragi del '92-'93. Quindi mandanti occulti, trattative fra Stato e mafia eccetera. Speriamo che sia vero. Alla voce presidente, vicepresidenti e segretari c'è il bianco, perché non hanno ancora designato il presidente.
Ci sono invece i cinquanta componenti, venticinque deputati e venticinque senatori.
Buona notizia: non ci sono pregiudicati. Ve lo dico perché nella scorsa legislatura ce n'erano due: Vito Alfredo e Paolo Cirino Pomicino. Questa volta hanno pensato di non metterceli.
In compenso abbiamo dei personaggi che forse, valutate voi, non sono proprio il non plus ultra per la commissione antimafia.
Soprattutto il presidente: pare il che il favorito alla presidenza dell'antimafia sia Beppe Pisanu.
Premetto che Beppe Pisanu è persona estremamente seria ed è uno dei migliori, o dei meno peggio a seconda della visuale, di Forza Italia. Ma più per demerito degli altri che non per merito suo!
Voi sapete che Pisanu è completamente uscito dall'orbita di Berlusconi: nessuno ne parla più.
L'avete mai più visto in televisione, l'avete mai più sentito nominare?
Eppure era il ministro dell'Interno durante le elezioni del 2006. Secondo alcuni, Enrico Deaglio, è il ministro dell'Interno che si oppone ai tentativi golpistici di broglio ventilati dal Cavaliere e per questo è protagonista di una rissa memorabile a Palazzo Grazioli.
Da allora - noi non sappiamo se è vero, Deaglio con alcuni indizi l'ha sostenuto nella sua inchiesta sui presunti brogli nel 2006 - sta di fatto che Pisanu non ha più avuto alcun incarico di prestigio ed è stato posato, anche se è rimasto in Forza Italia.
Adesso pare che, proprio per questo suo ruolo non più fidato per Berlusconi, stia diventando una figura di garanzia che piace anche all'opposizione per fare il presidente dell'antimafia.
Purtroppo, però, Pisanu non è un pivellino appena uscito dalle Università.
E' un signore nato a Sassari nel 1937.
Ha un anno in meno di Berlusconi, ne ha 71. Laureato in scienze agrarie, era nella DC - nella sinistra DC - amicissimo di Cossiga.
E' stato nella segreteria di Zaccagnini, capo della segreteria di Zaccagnini negli anni del compromesso storico.
Poi è stato sottosegretario al Tesoro e alla Difesa nei governi Forlani, Fanfani, Spadolini, Goria e Craxi.
Nel 1994 era vice capogruppo di Forza Italia alla Camera e nel 1996 è stato nominato capogruppo quando hanno cacciato Vittorio Dotti perché era fidanzato di Stefania Ariosto, che aveva il grave torto di avere parlato di Previti.
Nel 2001 ministro per la verifica del programma nel governo Berlusconi II e poi ministro dell'Interno dopo che Scajola ebbe la splendida idea di definire "rompicoglioni, avido" il povero Marco Biagi dopo l'assassinio.
Insomma, è in Parlamento da dieci legislature.
Questa è la sua undicesima.
Perché dico che forse non è l'uomo giusto al posto giusto? Perché nel 1983 era sottosegretario al Tesoro nel governo Fanfani V.
Cosa successe? Il caso Ambrosiano.
Andiamo con ordine: Pisanu è sottosegretario al Tesoro e il Tesoro ha il dovere di sorveglianza, insieme alla Banca D'Italia, sulle banche, soprattutto sull'Ambrosiano che era un'enorme banca.
Bene, lui, che avrebbe dovuto vigilare come sottosegretario al Tesoro, in realtà era amicissimo di Roberto Calvi, il bancarottiere, e di tutti gli uomini che gli avevano dato una mano a fare bancarotta, a cominciare da Flavio Carboni.
Flavio Carboni non era coinvolto tanto negli aspetti finanziari del caso Ambrosiano quanto piuttosto nella fuga di Calvi in Svizzera e poi in Inghilterra, tant'è che è stato addirittura imputato per l'omicidio Calvi, assolto in primo grado ma adesso credo ci sarà il processo di appello.
Insieme a Licio Gelli, ad esponenti della banda della Magliana, un bel giro.
Pisanu ci andava in barca, in Sardegna con Flavio Carboni, e sulla barca - che si chiamava la "Punto Rosso", 22 metri - c'era anche un omino: il nostro presidente del Consiglio attuale, Berlusconi.
Sempre sulla barca, in Costa Smeralda.
A un certo punto condannano Calvi per reati valutari, lo mettono in libertà provvisoria.
Va anche Calvi in barca, dopo essere stato condannato in primo grado, arrestato e messo in libertà provvisoria, va in barca pure lui con Pisanu e il resto della compagnia.
Poi nel 1982 arrestano Carboni per la fuga di Calvi, che poi è stato trovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri di Londra; Carboni viene arrestato e Pisanu viene interrogato sulle sue frequentazioni con Carboni e risponde al magistrato Pierluigi Dell'Osso: "incontravo Carboni perché era un interlocutore valido per le forze politiche richiamantisi all'ispirazione cattolica".
Carboni era un'anima pia: parlavano di teologia, probabilmente, in barca nei giorni del crack Ambrosiano.
Carboni, aggiunge Pisanu riuscendo a rimanere serio, "mi disse che Berlusconi aveva interesse a espandere Canale5 in Sardegna, tal che lo stesso Carboni si stava interessando per rilevare, a tal fine, la più importante rete televisiva sarda, Videolina, e mi disse di essere in affari col signor Berlusconi anche a riguardo di un grosso progetto edilizio denominato "Olbia 2"".
Era quando Berlusconi e Carboni volevano rovesciare una colata di cemento sulla costa Smeralda.
Questo pio sodalizio si estende poi al Banco Ambrosiano perché, come vi ho detto, il sottosegretario al Tesoro, anziché vigilare su quello che stava facendo Calvi, già condannato per reati valutari, incontra Calvi quattro volte, in quei giorni.
Subito dopo viene chiamato a rispondere alla Camera da un'interrogazione parlamentare delle opposizioni che, allarmate per il crack dell'Ambrosiano, del quale già si parla anche se non è stato ancora ufficializzato, chiedono notizie al governo, al sottosegretario al Tesoro.
Pisanu, l'8 giugno del 1982, risponde alla Camera. Già all'epoca c'era un enorme buco, c'era il buco del banco Andino, affiliato al Banco Ambrosiano, che stava rischiando di trascinare anche l'Ambrosiano nel crack.
Ma Pisanu rassicura: niente paura: è tutto sotto controllo, nessun allarme. Dice: "le indagini condotte all'estero sull'Ambrosiano non hanno dato alcun esito".
Non tanti giorni dopo, un giorno dopo, il 9 giugno Pisanu va di nuovo a cena con Flavio Carboni.
Un altro giorno dopo, il 10 giugno, Calvi scappa dall'Italia per finire, come sappiamo, sotto il Ponte dei Frati Neri, appeso.
Nove giorni dopo l'uscita di Pisanu in Parlamento - tutto sotto controllo, nessun problema per l'Ambrosiano - il governo suo, Fanfani, mette l'Ambrosiano in insolvenza.
Lo dichiara insolvente e manda sul lastrico migliaia di risparmiatori, che perdono tutto quello che avevano.
Poi, sia l'Ambrosiano, sia l'Andino fanno la loro regolare bancarotta.
La commissione P2, presieduta da Tina Anselmi, convoca Pisanu perché Angelo Rizzoli, editore, all'epoca proprietario del Corriere della Sera, P2, poi coinvolto in un crack, anche lui arrestato, racconta: "a proposito del Banco Andino, Calvi disse a me e a Tassandin - l'uomo della P2 al vertice del Corriere della Sera - che il discorso dell'onorevole Pisanu in Parlamento l'aveva fatto fare lui - Calvi. Qualcuno mi aveva detto che per quel discorso Pisanu aveva preso 800 milioni da Flavio Carboni".
Quest'accusa, che poi verrà riesumata anche dal portaborse di Calvi, Pellicani, non ha mai trovato conferma, quindi possiamo ritenerla falsa o non provata.
Ma il problema è politico: Pisanu è il signore che ha messo la faccia, è andato in Parlamento a dire che il Banco Ambrosiano era una meraviglia mentre era alla vigilia del crack.
Il tutto a causa dei suoi conflitti di interessi, cioè dei suoi rapporti con Carboni, con Calvi e con Berlusconi.
In commissione P2 si scatenano le opposizioni: i più accesi sono Teodori, dei Radicali, e Tremaglia, del Movimento Sociale, che ne dicono di tutti i colori di Pisanu.
Se volete trovate in "Se li conosci li eviti", la biografia di quei giorni terrificanti, tant'è che urlano "dimissioni, dimissioni, dimissioni!" e alla fine, il 21 gennaio del 1983, Pisanu si dimette da sottosegretario al Tesoro.
Poi rientrerà in un altro governo e verrà riciclato da Forza Italia, perché sapete che in Italia non si butta via niente!
Lo ritroviamo, Pisanu - ve lo racconto di nuovo il suo possibile ruolo di presidente della commissione antimafia - nel 2004, 10 gennaio, in una telefonata.
Non è lui al telefono: al telefono ci sono Berlusconi, presidente del Consiglio, e Cuffaro, all'epoca governatore della Sicilia per il centrodestra.
Cuffaro, sapete, era preoccupato perché c'era un'indagine per favoreggiamento alla mafia da parte della Procura di Palermo, Berlusconi lo rassicura e gli dice: "io ho saputo qui, la ragione perché ti telefono, il ministro dell'Interno mi ha parlato e mi ha detto che tutta la... è sotto controllo, è tutto sotto controllo".
Chi era ministro degli Interni in quel periodo? Pisanu.
A che titolo Pisanu sapeva notizie o controllava notizie su un'indagine segreta della magistratura a Palermo, un'indagine di mafia che coinvolgeva anche il governatore?
E a che titolo informava Berlusconi di queste eventuali notizie segrete di cui aveva saputo?
E a che titolo Berlusconi informava Cuffaro?
C'è, per caso, un reato di favoreggiamento in questo comportamento? Lo domando perché Cuffaro è stato condannato per avere avvertito dei mafiosi su notizie riservate su indagini in corso.
Se fosse vero quello che dice Berlusconi al telefono, forse ci sarebbe qualcosa di illecito anche nel comportamento di un ministro dell'Interno che si procura notizie su un'indagine segreta, che le rivela al presidente del Consiglio, che le rivela all'interessato, cioè all'indagato, cioè a Totò Cuffaro.
Perché non sono stati chiamati a risponderne penalmente? Perché in quel periodo la procura di Palermo adottava una linea morbida nei confronti dei politici.
Pisanu fu sentito come testimone, Berlusconi non fu nemmeno sentito.
La procura, presieduta da Piero Grasso, chiese e ottenne la distruzione di quei nastri, anziché mandarli al Parlamento per ottenere l'autorizzazione a utilizzarli per valutare eventuali reati da parte di Berlusconi e Pisanu.
Tutti da dimostrare, naturalmente, ma la telefonata è quanto mai inquietante, soprattutto perché Cuffaro non si è mai saputo da chi sapesse le notizie riservate che poi passava ai mafiosi.
Qui abbiamo un piccolo indizio: "il ministro dell'Interno mi ha parlato, e mi ha detto che tutta la... è tutto sotto controllo, tutto sotto controllo".
Perché dico questo? Perché è evidente che una commissione parlamentare antimafia seria, che volesse occuparsi dei rapporti mafia-politica, potrebbe per esempio cominciare dal caso Cuffaro.
E nel caso Cuffaro domandarsi se c'erano deviazioni istituzionali.
E magari convocare Berlusconi e Pisanu.
Ma se il presidente dell'antimafia fosse Pisanu, potrebbe convocare se stesso? Si, dovrebbe guardarsi allo specchio e farsi le domande e darsi le risposte.
Passate parola!

Ps. La scorsa settimana ho citato l'ex onorevole Publio Fiori a proposito della Loggia P2.
Fiori mi prega di precisare che il suo nome figurava, sì, nelle liste ritrovate nel 1981 negli uffici di Gelli a Castiglion Fibocchi.
Ma poi una sentenza definitiva del Tribunale di Roma (come pure l'Avvocatura Generale dello Stato) hanno stabilito che la presenza del suo nome nelle liste non dimostra la sua adesione alla Loggia.
Il suo nome, insomma, potrebbe essere stato inserito abusivamente negli elenchi." Marco Travaglio


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Comuni a Cinque stelle: Follonica, Grosseto

November 9th, 2008 by Blog di Beppe Grillo

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Imballaggi e rifiuti: le soluzioni esistono

"Il Comune di Follonica, in provincia di Grosseto, ha cercato di dare concretezza ai tre principi fondamentali riportati anche nella più recente normativa riguardante la materia dei rifiuti: differenziazione, riduzione, sensibilizzazione - informazione - formazione. Infatti, già da alcuni anni è stata creata, in una zona del centro urbano, un vero e proprio polo ambientale ormai conosciuto da tutta la cittadinanza, che in taluni aspetti ha varcato i confini del territorio comunale, essendo diventato punto di riferimento a livello nazionale.
Per facilitare i cittadini nell'operazione di differenziazione dei rifiuti e per migliorare la qualità della raccolta differenziata per i consorzi di recupero, è stato avviato il sistema porta a porta.
E' stato anche avviato il progetto "Ecoscambio", un servizio mirato alla riduzione dei rifiuti all'origine e che consiste in una sorta di baratto fra cittadini residenti. I cittadini possono conferire presso la stazione ecologica oggetti di cui intendono disfarsi (mobili, libri, giocattoli, apparecchiature tecnologiche, ecc.). In base alla tipologia dei prodotti acquisiscono dei punti che possono utilizzare per prendere oggetti lasciati da altri cittadini. Queste "cose", che altrimenti sarebbero diventati rifiuti da smaltire, riprendono vita grazie al lavoro di una cooperativa sociale che li recupera immettendoli nel catalogo on-line del progetto.
E' stata realizzata anche "L'aula ecologica", un'aula didattica che gli alunni delle Scuole di ogni ordine e grado possono utilizzare per lo svolgimento in modo pratico e concreto di unità didattiche di Educazione Ambientale, con particolare riferimento al problema dei rifiuti.
Tra le iniziative estive "Un mare da amare", progetto sul problema dei rifiuti volto ai fruitori degli stabilimenti balneari e delle spiagge libere. Consiste in interventi di animazione con bambini, distribuzione di bidoni per la raccolta differenziata e distribuzione del "mozzichino", piccolo contenitore per la raccolta delle sigarette.
Dal quest'anno scolastico, infine, l'amministrazione utilizza l'acqua del rubinetto, "L'acqua del sindaco", all'interno del servizio di refezione scolastica del territorio.
Ciò permette al Comune di risparmiare denaro, ridurre sensibilmente la produzione di migliaia di bottigliette di plastica, togliere dalle strade i tir per il trasporto dell'acqua minerale, e dare da bere ai bimbi delle scuole acqua più controllata e sana delle minerali che si trovano al supermercato."
A cura di Marco Boschini, www.comunivirtuosi.org


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Gli zoccoli dei bisonti

November 9th, 2008 by Blog di Beppe Grillo

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Chiude la Eaton a Massa. Lavoratori in sommossa

Appoggio l'orecchio al terreno e sento un rumore. Sempre più vicino. Un brontolio, una carica, un tuono. Sono milioni di nuovi disoccupati. Quanti saranno in più tra un anno? Due milioni? Tre milioni? Senza più niente da perdere. I manganelli non potranno fermarli. Travolgeranno tutto e tutti e non faranno sconti. Chi si troverà sul loro percorso verrà cancellato. Sindacati collusi, giornalisti servi, partiti autoreferenziali. Il loft di Topo Gigio e le ville sarde dello psiconano. Travolti. L'Onda degli studenti li ha anticipati. Dopo l'Onda verrà lo Tsunami del lavoro. Non ne parla nessuno. Tutti i giorni chiudono decine di aziende grandi e piccole. Posti di lavoro perduti per sempre. Un padre di famiglia senza lavoro, senza TFR, senza un c...o, che alternative ha? Torna a casa e guarda i figli e nulla ha più importanza per lui. L'esercito dovrà presidiare i supermercati prima e le sedi dei partiti subito dopo.
Da oggi raccolgo le testimonianze del "Lavoro perduto", inizio con la Motorola di Torino che andrò presto a trovare. Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

"Caro Beppe,
grazie per aver citato Motorola. Come hai detto te siamo tra gli apriporta di questa crisi che sta investendo il mondo e che presto travolgerà anche il nostro Paese. Tutto è successo così improvvisamente. Giovedì mattina stavamo ancora sgobbando per mamma Motorola, molti di noi lavoravano anche nel weekend, per fare in modo che la produzione si concludesse on-time. Tutti sforzi inutili visto che con un semplice annuncio il presidente della sezione Mobile ha dichiarato la cessazione immediata della piattaforma su cui stavamo lavorando. Subito dopo una mail comunica un riunione per lunedì mattina con il responsabile motorola per la regione EMEA. Molti caddero nello sconforto. Mentre molti erano ancora ottimisti. Il peggio è successo tra venerdì e lunedì quando Motorola insieme ai dirigenti ci ha letteralmente lasciato soli in balia della stampa : "Motorola, sogno finito a rischio 300 ricercatori - Alla Motorola rischiano in trecento", leggo dalla stampa sabato mattina alle tre di notte. Per poi arrivare a lunedì mattina dove riassumendo ci hanno dato il ben servito dopo aver detto che eravamo tra i migliori, che eravamo un centro di eccellenza, ma che non servivamo più...e tanti saluti e arrivederci. Ma noi intanto l'avevamo saputo prima dalla stampa. Che tra l'altro ci ha fatto passare come dei ladri dicendo che Motorola aveva tolto tutti gli scatoloni dal palazzo per evitare furti. E tante e tante altre cazzate scritte da giornalisti bugiardi che dovrebbero stare a spazzare le strade di Torino...
Morale della favola siamo 370 ingegneri + un centinaio di consulenti, tutti a spasso... senza ammortizzatori sociali...senza nulla. Molti hanno famiglie... Ora visto che siamo soli mi chiedevo se tu Beppe potevi venire a farci visita... a incoraggiarci... sono certo che ti accoglieremo a braccia aperte...Cari saluti" Marco

Leggi articolo sui licenziamenti Motorola.



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del 1 novembre 2008


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Comuni a Cinque stelle: Cassinetta di Lugagnano, Milano

November 9th, 2008 by Blog di Beppe Grillo

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Intervista al Sindaco di Cassinetta di Lugagnano

"Cassinetta di Lugagnano (Milano) è il primo comune italiano ad aver approvato una variante urbanistica a crescita zero.
Il Comune ha adottato il Piano di Governo del Territorio nel marzo del 2007, ai sensi della L.R. 12/05. Le linee guida che hanno orientato le scelte di politica urbanistica sono state le seguenti: non procedere a nessun nuovo piano di insediamenti residenziali se non attraverso il recupero di volumi già esistenti o alla riconversione e recupero di aree industriali; puntare sulla valorizzazione del centro storico e del patrimonio artistico ed architettonico (il naviglio grande, le sue ville, i parchi ed i giardini); salvaguardare e promuovere l?agricoltura; promuovere la qualità ambientale e il turismo; opporsi alle grandi infrastrutture legate all?aeroporto di Malpensa.
La decisione di adottare la ?crescita zero? quale faro della politica urbanistica, anche se già ampiamente prevista dal programma amministrativo, è stata confermata successivamente anche attraverso assemblee pubbliche aperte a tutta la cittadinanza.
Ai cittadini di Cassinetta è stato chiesto come fare per finanziare quei servizi e quelle opere pubbliche necessarie alla vita di una comunità: ricorrere a nuove lottizzazioni oppure accendere mutui con conseguente ricaduta sulla fiscalità locale?
Dal dibattito che ne è sortito, non c?è stata nessuna levata di scudi in nome del motto ?giù le tasse?, anzi, le considerazioni più ricorrenti sono state: ?vogliamo mantenere integro il territorio e non vogliamo crescere?.
L?amministrazione ha quindi agito di conseguenza e coerentemente alle indicazioni emerse dal percorso partecipativo.
Il Piano è stato adottato nel marzo 2007 e verrà attuato nel prossimo quinquennio. L?amministrazione rieletta nel maggio 2007, ha confermato in occasione della seduta di insediamento e di approvazione delle linee programmatica di mandato la stessa impostazione di politica urbanistica.
Il Comune di Cassinetta di Lugagnano, nei prossimi 5 anni, non prevede l?avvio di nuovi insediamenti e dovrebbe mantenere sostanzialmente inalterato il rapporto tra suolo urbanizzazto e suolo libero.
A cura di Marco Boschini, www.comunivirtuosi.org


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Niki non cè più

November 8th, 2008 by Blog di Beppe Grillo

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Questa testimonianza di una madre che ha perso suo figlio è forse la più agghiacciante che il blog abbia mai pubblicato.
Ascolto le sue parole e non ci credo.
Un ragazzo incensurato, arrestato, tradotto in un carcere di massima sicurezza con l?impossibilità di parlargli, di contattarlo. Tre giorni dopo muore. Si è suicidato, secondo le fonti ufficiali.
Non penso che possa succedere in uno Stato che si dice democratico. Vorrei ascoltare il pm, chi ha convalidato l?arresto, il direttore del carcere, l?avvocato. Voglio ancora credere in un tragico errore.

Testo:
"Mio figlio è stato arrestato il 19 giugno 2008 a Cattolica. E da quel giorno io non l?ho più né potuto vedere né sentire e mi è stato arrestato e poi quando l?ho potuto rivedere non lo auguro a nessuna mamma, come l?ho rivisto! Mio figlio era stato arrestato per un?ipotesi di reato era in custodia cautelare. lo dice il nome stesso, custodia! Mio figlio me lo dovevano ridare in piedi, così come l?avevano prelevato. Invece da appena arrestato tutto si è complicato, nulla è più stato normale, mi è stato detto che era stato arrestato e tratto nel carcere di Rimini e solo al giorno dopo spostato al carcere di Sollicciano (FI) perché doveva essere interrogato dai magistrati. Primo passo non vero: mio figlio non è mai stato a Rimini. Mio figlio è stato arrestato e il suo primo ingresso in carcere l?ha fatto soltanto a Sollicciano, alle 19:45, arrestato a Cattolica, chiamato dalla madre del titolare dell?azienda per la quale cui mio figlio lavorava perché era stato arrestato suo figlio la sera prima. Quindi gli aveva chiesto se per favore andava dall?avvocato per vedere cos?era successo.
Mio figlio, in perfetta buona fede, senza tentare di fuggire ma andando direttamente da questo avvocato a Cattolica, quand?è sceso ed è uscito dalla porta è stato arrestato. Da quel momento non ha avuto più contatti con la famiglia. Nel verbale d?ingresso al carcere di Sollicciano si legge che il ragazzo dichiara di avere l?avvocato, di aver fatto la telefonata alla famiglia, ma io non ho ricevuto nessuna telefonata da Sollicciano, e si dichiara che per qualunque evenienza o necessità si doveva avvisare la mamma. Cioè me. Perché io non sono stata avvisata? Io sono venuta a saperlo solamente il giorno dopo. Mi è stato detto che era stato trasferito. Va bene, cominciano le telefonate per farmi pressione per cercare di farmi cambiare avvocato. Ho cercato di sapere chi era l?avvocato dell?azienda, per vedere che cosa stesse succedendo, perché su di me in quel momento è crollato il mondo addosso! Mi sfuggiva tutto. Allora ho telefonato all?avvocato aziendale Marcolini, il quale mi aveva detto che Niki era stato arrestato ma nemmeno lui sapeva niente. Era necessario aspettare l?interrogatorio per sapere di che cosa fosse accusato. Io volevo salire a San Marino poiché io vivo ad Avezzano, ma l?avvocato mi ha detto: ?No signora, tanto non lo può vedere non ci può nemmeno parlare perché ci sono tre giorni di isolamento?. Quindi soltanto lunedì mattina quando sarà interrogato, sapremo di cosa è accusato. Nel frattempo si facevano pressioni per il cambio dell?avvocato, io ho insistito dicendo ?Perché?? Quindi la domenica non ce la facevo più, salgo allo studio di questo avvocato, parliamo e gli ventilo il fatto che forse era stato inviato a Niki un telegramma nel quale lo si invitava a cambiare avvocato. Marcolini mi ha detto di non preoccuparmi perché ai detenuti in isolamento non vengono recapitati nemmeno i telegrammi. Perché invece il telegramma gli è stato dato? Telegramma che io ho potuto vedere soltanto pochi giorni fa (novembre 2008 n.d.r.) su cui c?è scritto: ?Devi nominare l?avvocato tal..? Devi! Era un ordine. Ebbene mio figlio durante quei tre giorni ha cambiato avvocato, nominando quello indicato sul telegramma. Marcolini nel frattempo era stato ricusato.
Durante l?interrogatorio scende questo nuovo avvocato e mi dice che Niki in quel momento si doveva avvalere della facoltà di non rispondere come hanno fatto gli altri, però sta parlando. Gli avvocati che avevo portato io se ne vanno, io resto lì fuori ad aspettare, dopo un po? vedo il blindato della polizia che si muove per andare a riprendere mio figlio, e io ho rincorso il blindato. Lo volevo vedere mio figlio, noi ci capivamo anche solo con lo sguardo, gli volevo dire Niki non ti preoccupare io sto qua. Ma loro dal blindato mi hanno allontanato con una violenza inutile. Mi dicevano: ?S?allontani senno arrestiamo pure lei, deve stare ad almeno venti metri di distanza dal blindato? ho visto uscire mio figlio, lui si è girato verso di me e loro gli hanno girato la testa dall?altro lato. Chi avevano arrestato? Un ragazzo di 26 anni incensurato! Non aveva mai avuto problemi con la giustizia. Mai! Era la prima volta! Che succedeva di male se mi guardava? E? stato l?ultimo sguardo che abbiamo avuto. Dopo di ché ho aspettato questo nuovo avvocato, era una donna, e le ho detto: ?Ma che ha detto Niki? Che è successo?? Lei mi ha risposto: ?Niki ha voluto parlare dicendo, io voglio collaborare perché da qui io voglio uscire. Quindi io l?ho lasciato parlare. Io le ho chiesto come stanno le cose? Lei mi ha risposto: ?signora io devo studiare il caso ho avuto l?incarico soltanto l?altro giorno?? esattamente quello che mi avevano anticipato gli avvocati aziendali con i quali avevo parlato io. Chiaramente lei non poteva sapere? Io poi avevo anche dei panni da portare nel carcere, chiaramente Niki non aveva con sé niente. Io ho di nuovo pregato l?avvocatessa e le ho detto: ?veda se riesco a parlargli un solo minuto, anche davanti a voi, a me non importa ho anche i panni?. L?avvocato si attiva ma in realtà vengo a sapere che anche per i panni servono 48 ore. In un supercarcere. Perché la mia domanda è: perché mio figlio è stato portato in un supercarcere? Primo ingresso, un ragazzo incensurato. Mio figlio non si sarebbe suicidato e meno che mai senza lasciarmi niente di scritto. Qui non quadra niente! In un?inchiesta così grande i gestori di telefonia che ruolo hanno avuto in tutta questa storia? Perché non sono nominati? Nella custodia cautelare sono nominati. Oltre ai siti internet, lavoro che mio figlio faceva benissimo, era stato messo anche nei rapporti coi gestori di telefonia. Ma perché anche sui giornali non sono mai usciti? E perché non è stata chiesta la rogatoria a San Marino? Allora io vado nella casa di un ladro, lo arresto però io non cerco nell?appartamento la refurtiva. Vi sembra normale? La rogatoria serviva per acquisire i computer per capire quello che realmente succedeva. Perché non è stata fatta? Dopo venti giorni dal decesso ho mandato mio marito e mio cognato per parlare col titolare dell?appartamento nel quale viveva mio figlio a San Marino. Ebbene l?appartamento era stato completamente svuotato. Non c?era più nemmeno un calzino di mio figlio. Io non ho potuto nemmeno sentire il profumo di mio figlio. Allora chi ha avuto interesse a svuotare l?appartamento? Le diciassette persone che sono state arrestate per le quali la posizione si poteva appesantire? O chi invece ancora temeva di finire in manette per ciò che mio figlio custodiva dentro quei computer? Scomparsi con tutto! Tutto! Io non ho più neanche le chiavi di casa mia. Come faccio a difenderlo? Come faccio a capire cos?è successo se io non ho più niente? Come faccio? Aiutatemi, io non ce la faccio! Chi ha inviato il telegramma e chi è andato a rubare è manovalanza lo capiamo? Con pochi soldi si possono far fare queste cose. Io voglio capire chi ha dato l?ordine di cambiare l?avvocato a mio figlio. Chi ha dato l?ordine di ripulire l?appartamento. Io voglio sapere chi c?è dietro! Non ci possiamo continuare a nascondere dietro ai mostri parlando di nomi. Ci sono intercettazioni telefoniche? Allora la telefonata che parte da un numero e arriva ad un altro sono due persone che parlano. Se io e lei parliamo perché vengo arrestata soltanto io? Però questi nomi eccellenti a metà luglio stavano ancora al loro lavoro a fare quello che facevano prima. Mio figlio dal 24 giugno sta sotto due metri di terra. Il dottor Franco Corleone, garante dei detenuti del carcere di Sollicciano, ha dichiarato in un?intervista rilasciata a Repubblica, che lui aveva parlato col direttore del carcere, il quale ha detto che mio figlio, dopo il passeggio - perché qui è importante sapere le ore ? i passeggio sono dalle nove e mezza alle dieci e mezza. Mio figlio aveva usufruito di quest?ora d?aria e dopo, secondo la versione ufficiale del suicidio, è rientrato nel bagno e si sarebbe impiccato. Nell?intervista, Franco Corleone, ha aggiunto: ?Sa, Niki aveva anche dato dei segni di cedimento psicologico perché aveva cambiato avvocato? Non era un cenno di cedimento caro dottor Franco Corleone, gli hanno ordinato di cambiare avvocato. Perché lui non l?avrebbe cambiato. Il dottor Franco Corleone, col direttore del carcere di che cosa ha parlato? Perché l?autopsia ha stabilito che il decesso è avvenuto alle 10. I soccorsi del 118 sono stati chiamati alle 11:15. Allora lo potevate salvare? Si poteva salvare? Credetemi! Non coincide nulla! Nei verbali che mi ha ridato il carcere con un?archiviazione, mi chiedo, come si fa ad archiviare una cosa che non quadra in niente? Mio figlio il giorno prima della morte aveva chiesto di essere messo in una cella con detenuti italiani, possibilmente non violenti. Cosa significa? Che ci teneva alla sua vita o no? Secondo me ci teneva senno avrebbe detto: ?Mettetemi con chi volete? so io cosa avrebbe voluto fare se avesse voluto suicidarsi. I verbali dei due compagni di cella di Niki non quadrano. Uno chiede all?altro: ?Niki dov?è? Niki è andato ai passeggi? Nella deposizione dell?altro detenuto alla stessa domanda risponde ?Niki è in bagno a lavare i panni?. Mi chiedo dov?era Niki? Inoltre c?è anche un verbale di un agente di custodia cautelare in cui dice: ?Niki discorreva con me, era molto sereno. Mi diceva quando mi interrogheranno di nuovo?? Secondo l?agente questo colloquio avvenne alle 10. Ora del decesso. Mi chiedo: quando ci ha parlato questo agente con mio figlio? E dove perché non è specificato? Io vi prego giornalisti. Non date notizie idiote che sentiamo tutti i giorni in televisione, fate i giornalisti seri. Mettetecela la testa dentro a quelle carceri. Io leggendo ?Informa carcere? ho letto che durante all?ora d?aria succede di tutto perché è il momento in cui tutte le celle sono aperte in cui un detenuto può andare in un?altra cella. Mio figlio doveva essere custodito. Chi l?ha custodito? " Ornella Gemini
Blog di Ornella Gelmini: nikiaprilegatti.blogspot.com



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Il consigliere disoccupato

November 7th, 2008 by Blog di Beppe Grillo

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David Borrelli, consigliere comunale di Treviso per la Lista Civica GrilliTreviso

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David Borrelli è un consigliere comunale della lista Grilli di Treviso. David si è messo in gioco per dare il suo contributo e ci sta riuscendo. Se la rivoluzione non sarà televisiva e partirà dal basso, allora lui è un esempio.
Nelle prossime amministrative 2009 ci devono essere 1.000 Borrelli provenienti dalle Liste Civiche nei consigli comunali (a giorni comunicherò il simbolo...). Per fare trasparenza, per informare i cittadini, per migliorare. Intanto, però, dobbiamo fare in modo che David rimanga al suo posto. Lo stipendio di consigliere comunale non basta per vivere. O integra il partito, o si è pensionati, o si è benestanti. David non appartiene a nessuna di queste categorie, è un tecnico informatico, e la società per cui lavora vuole licenziarlo. Il motivo: "Non fattura più come prima..." per il tempo che deve dedicare ai cittadini.
Se qualcuno vuole contattarlo invii una mail al suo indirizzo: info@davidborrelli.it
Loro non molleranno mai, noi neppure.

"Io mi sono candidato con la lista civica dei Grilli di Treviso perché credo che sia un obbligo e un dovere di ogni cittadino, perché se non ci piace come questo governo manovra il nostro Paese dobbiamo per forza metterci in gioco e scendere in prima persona nell?agone politico. Per cui ho deciso di candidarmi come sindaco per questa lista e sono stato eletto il 14 aprile scorso come consigliere comunale.
E? un?esperienza che si sta rivelando più positiva di quello che ci aspettavamo, nel senso che siamo riusciti ad ottenere anche qualche risultato, come ad esempio convertire tutti i veicoli comunali attualmente intestati all?amministrazione, con mezzi equivalenti a gpl o a metano, abbiamo progetti sull?acqua, progetti che riguardano i rifiuti con l?intento di portare avanti tutto il programma condiviso anche dagli altri componenti della lista che purtroppo non sono stati eletti insieme a me.
Io lavoro come tecnico informatico sistemista, la mia sede operativa è a 35 chilometri dal mio comune, e questo è forse il problema più grande in questo momento ho perché la mia attività di consigliere comunale, purtroppo, mal si sposa con l?attività lavorativa che svolgo, per cui l?azienda per cui lavoro è stata costretta a mettermi un po? all?angolo chiedendomi di scegliere se continuare a fare il consigliere comunale o continuare a lavorare per loro.
A me piacerebbe continuare l?esperienza di consigliere comunale per l?intero mandato, soprattutto per chi mi ha votato e per chi ha avuto fiducia per questa lista di persone pulite e in gamba. E? chiaro però che ho il problema di arrivare alla fine del mese, per cui devo anche valutare il mio lavoro. Purtroppo io sono spesso dal cliente e i due-tre mezzi pomeriggi settimanali che l?attività comunale m?impegna, mi impediscono di presenziare dal cliente, per cui attualmente sto avendo una fatturazione inferiore rispetto ai miei colleghi. Io, come unico consigliere eletto faccio parte di ogni commissione consigliare permanente e ovviamente è un impegno maggiore rispetto a quei rappresentanti di partito più numerosi presenti in consiglio che possono dividersi gli incarichi. Questo significa un impegno quasi quotidiano, perché non essendo esperti di politica ci dobbiamo preparare un po? su tutte le tematiche.
Il consiglio comunale di Treviso mi sta riservando sorprese abbastanza evidenti, nel senso che il fatto di essere al di fuori degli schemi classici della destra e della sinistra, mi mette in condizioni di dialogare con chiunque. Io sono sempre stato molto onesto, noi non sposiamo mai né le persone né le bandiere ma soltanto le idee. Per cui, da qualunque parte provengano noi le sosteniamo. Il mio problema più grande è proprio questo del lavoro, nel senso che purtroppo sono costretto a trovarmi un altro mestiere che possa essere compatibile con la mia attività di consigliere se voglio continuare a mantenere i due impegni, altrimenti dovrò, purtroppo, dimettermi e continuare a fare il mio mestiere.
Sono un tecnico informatico, ho maturato una certa esperienza in questo settore, sono in grado di installare qualsiasi tipo di computer e apparecchiatura di rete, configurarla secondo le necessità di qualsiasi tipo di azienda, non ho problemi. Chiedo a chiunque possa offrirmi un lavoro nella mia città che sia compatibile con questo incarico, io mi adatto a fare qualsiasi cosa e mi auguro che qualcuno, attraverso il blog di Beppe, possa aiutarmi a risolvere questa situazione, quello che io chiedo è di continuare a mantenere il mio incarico politico e di poter lavorare, tutto qui." David Borrelli

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Comuni a Cinque stelle: Capannori, Lucca

November 7th, 2008 by Blog di Beppe Grillo

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Raccolta differenziata rifiuti: Il modello Capannori

I rifiuti sono un incantesimo. Non esistono. Il Comune di Capannori lo dimostra. Un passo alla volta si può arrivare a "Rifiuti zero" e riciclare e guadagnare con il riciclo. Se ci riesce Capannori, perchè non possono farlo anche altrove? Anche gli altri Comuni, invece di avvelenare cittadini, cibi e ambiente con gli inceneritori? Già, perchè? I consigli comunali a chi rispondono? A quali interessi? E perchè non vogliono farsi filmare durante le sedute pubbliche? Timidezza? Loro non molleranno mai, noi neppure.

"Capannori è il primo comune in Italia ad aver aderito alla ?strategia rifiuti zero?.
In questi anni Capannori ha dimostrato che l?aumento dei rifiuti non è un dato immodificabile.
Il Comune ed ASCIT (l?azienda locale che si occupa della raccolta dei rifiuti) hanno avviato una riorganizzazione del servizio. Hanno eliminato tutti i cassonetti ed attivato la raccolta domiciliare ?porta a porta?, con la consegna a tutte le famiglie degli strumenti per la raccolta differenziata.
A Capannori il ?porta a porta? è consolidato per 26 mila dei 45 mila cittadini, con oltre l?80% di differenziazione.
Con la raccolta differenziata dal 2004 al 2007 sono stati avviati a riciclaggio 56.861 tonnellate di rifiuti.
Dall?avvio del ?porta a porta? c?è stata una riduzione dei rifiuti indifferenziati di oltre 10.000 tonnellate.
Grazie alla sola raccolta differenziata della carta nel 2007 si è risparmiato l?abbattimento di 100.000 alberi, il consumo di 2.85 milioni di litri di acqua, l?emissione di 9.100 tonnellate di CO2. Per un termine di paragone, 2.85 milioni di litri di acqua risparmiati equivalgono al risparmio idrico del consumo annuo di 31.647 cittadini.
Nel 2007 sono state raccolte 15.723 tonnellate di materiale differenziato. In Provincia di Lucca il costo medio di conferimento dell?indifferenziato è di 160 euro alla tonnellata. Se queste 15.723 tonnellate fossero finite nel circuito dei rifiuti indifferenziati sarebbero stati necessari 2.515.680 di euro per il loro smaltimento.
La spesa di conferimento agli impianti di riciclaggio delle 15.723 tonnellate è stata invece di 507.688 euro. Inoltre, va considerato che la carta è una risorsa. Infatti, dalla vendita delle 6.439 tonnellate di carta raccolta sono stati ricavati 340.010 euro: il risparmio è di 2.348.000 di euro.
Il ?porta a porta? necessita di un numero più elevato di operatori. Dall?inizio di questa raccolta ad oggi ci sono state 30 nuove assunzioni.
Con i risparmi ottenuti dal non dover smaltire i rifiuti indifferenziati, oltre a coprire i costi delle nuove assunzioni, il Comune ha riconosciuto una riduzione della tariffa ai cittadini, pari al 20% sulla parte variabile."
A cura di Marco Boschini, www.comunivirtuosi.org

Ps. I Grilli Incazzati di Faenza organizzano sabato 8 Novembre il primo "P-Day, la rivincita della Piadina". Una giornata in cui in alcuni chioschi aderenti sarà possibile mangiare la piadina a metà prezzo per ribadire il proprio no alle multinazionali americane del fast-food riscoprendo e proteggendo i sapori locali. Se passate dalla Romagna fateci un salto.


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del 1 novembre 2008


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